Archivi per la categoria: politics

solidarietà alla popolazione abbruzzese colpita dal terremoto. ma non di sole tende e coperte vive l’uomo. diversi articoli che ho letto nei giorni scorsi sottolineavano le ore di noia, di attesa, di inattività cui erano soggetti gli sfollati, senza più una casa ma neanche un lavoro o un televisore su cui guardarsi un film. intrattenere, ma anche ri-aggregare nelle piazze (o quel che ne resta) gli abitanti dei paesini abbruzzesi colpiti dal sisma perchè in queste circostanze sciagurate è importante che si consolidi il senso di comunità. partono da matera per portare un segno di solidarietà cinematografica da proiettare nelle piazze, sono i rgazzi di cinefabbrica, un’associazione culturale che da 4 anni sperimenta il “cinema ambulante” come mezzo per (ri-)portare la cultura cinematografica nei paesini che sono rimasti senza un cinema o che l’hanno perduto. Questa volta la proposta sarà molto ricca, con una programmazione differenziata per grandi e piccini, grazie alla collaborazione di varie società di produzione e distribuzione (Rai Cinema, Medusa, Fandango, Paco Cinematografica, Movie Factory, Mikado, Rai Educational).

“Portare il Cinema Ambulante in Abruzzo è il nostro modo per aiutare la gente colpita dal terremoto ma è anche motivo per lanciare un segnale sociale importante: se ognuno di noi riuscisse a mettere l’amore e la cura nelle cose che fa, se ogni mezzo, come il Cinema per noi, fosse utilizzato con l’attenzione dovuta e con la giusta passione siamo certi che riusciremmo a dare a ogni cosa delle basi più solide.”

(Via Cinefabrica .)

Annunci

In Italia la legiferazione prende spunto solitamente dai fatti di cronaca, vedi Eluana. Appena un grave reato assurge agli onori della cronaca, il governo si precipita a legiferare in proposito, solitamente in chiave restrittiva più che costruttiva, vedi Eluana.

Stamattina leggo questa notizia:

Polizia choc, agenti drogati in servizio

Poliziotti che vendono e consumano – anche in servizio – robuste dosi di cocaina. Il che vuol dire che in giro per le nostre strade circolano individui pericolosi, strafatti di droga che spesso si lasciano andare a comportamenti violenti.

Seguendo il metodo legiferativo classico di cui sopra, mi aspetterei che oggi il governo varasse un decreto legge urgente per imporre immediatamente il test del capello a tutti i dipendenti delle forze dell’ordine (o almeno a quelli che se ne vanno in giro con la pistola) con licenziamento immediato per tutti coloro che risultino positivi.

Ho l’impressione che questa volta i nostri saggi governanti faranno finta di nulla, forse perchè – con una certa ragione – hanno paura di rimanere senza servoprotettori.

E’ la crisi, per quanto ne so, e’ la crisi
i pensieri pesanti come massi e non vanno piu’ via.
Vorrei fare una corsa ,cosi’,tanto per sciogliermi i nervi
ma una corsa non conta
e’ la crisi va piu’ forte di me.

Dolce luna, dolce luna nel pozzo ti guardo
della notte ha il chiarore
e del giorno il piu’ limpido sguardo…
dolce luna del pozzo
se mi aspetti lo sai che ritorno
non so come e non so quando
qual’ e’ il giorno che io ritornero’.

E io non mi nascondo piu’
e io non ti perdono piu’
tu dimmi cosa vuoi da me…
Non siamo tutti uguali
il mondo e’ grande piu’ di noi
e meglio se lo imparerai.

E’ la crisi, fedele compagna la crisi
in tutto quel che faccio,
in tutto quello che penso di me.
Meta’ del tempo lo passo a sognare
una vita diversa
l’altra meta’ e’ soltanto un punto
interrogativo sul quel che faro’.

E’ la crisi, amaro verdetto la crisi.
Animale notturno che si sveglia un po’ prima di me.
Vorrei fare una corsa
cosi’ tanto per sciogliermi i nervi
e sperare che un giorno
presto o tardi lui scordi di me.

(Diaframma, Il ritorno dei desideri, 1994, Self distribuzione)

Martedì scorso, il giorno dell’insediamento di Barack-O-Bama, David Bergman non c’aveva un cazzo da fare. Quindi ha preso un supporto robotico , ci ha attaccatto la sua Canon G10 e ha scattato 220 fotografie. Poi ha fuso insieme tutti gli scatti creando un’unica foto dalle mostruose dimensioni.

Perchè?

Così che possiamo divertirci a cercare la faccia annoiata di Bill Clinton (c’è, lo so perchè l’ho vista su manteblog….)

I made a panoramic image showing the nearly two million people who watched President Obama’s inaugural address.

con la scusa della sicurezza cercano di trasformare le città in una replica degli studi del grande fratello. il format funziona bene ma è logoro. quindi, aumentiamo la posta in gioco allargando lo scope e guarderemo in tv le nostre città. vuoi i tuoi 10 minuti warholliani? basta che scendi a pisciare il cane!

sorridi, ti stanno filmando

sorridi, ti stanno filmando

Uno campagna di stickeraggio (attaccare adesivi, che ti pensavi?) per ricordarcelo, un’iniziativa della sempre vitale e critica combriccola di esterni.

Se andiamo avanti di questo passo, il prossimo format televisivo narrerà le avventure di un gruppo di persone che si sottraggono a qualsiasi forma di occhio elettronico.

Cortocircuitato dal paradosso, il sistema televisivo esploderà e con esso la mente di milioni di teledipendenti.

Forse ho bisogno di una vacanza.

L’Italia è al 76esimo posto nella classifica della libertà economica ma al 6sto in quella della densità di robot.

Se c’è una correlazione tra questi due dati, preferisco non conoscerla.

Però se i robot stessero davvero prendendo il sopravvento, visto il grado di baggianaggine dei mie compatrioti, bhe, sarei contento.

vintage-robot

I media mainstream non fanno che ripeterci che l’attacco israeliano nella stricia di Gaza si caratterizza soprattutto per l’impossibilità di verificare le notizie sugli scontri visto che non ci sono giornalisti sul luogo. O almeno non giornalisti occidentali.

Quello che emerge invece – giornalisticamente parlando – è la grande forza del gruppo Al Jazeera e la sua presenza consistente nei luoghi degli scontri.

Non solo nella sostanza, ma anche nei modi, questa copertura mediatica risulta atipica e destinata ad essere un punto di riferimento.

Aggiornamenti diretti in tempo reale dalla striscia di Gaza vengono forniti da corrispondenti di Al Jazeera via Twitter – canale AJGaz. Non è il primo evento che viene seguito via microblogging, però fa un certo effetto ricevere breaking news esclusive in questo modo.

E’ disponibile anche una collezione di filmati video sull’andamento della guerra e su quello che sta succedendo a Gaza, sia in versione web sia in alta qualità per uso televisivo, e gratuitamente. E anche una grande vittoria per le licenze Creative Commonsl,  grazie alle quali i footage possono essere condivisi ed utilizzati dai vari media citando semplicemente l’autore.

La pagina web dove si possono vedere e scaricare tutti i materiali video, dal primo giorno di guerra a ieri, è Al Jazeera Creative Commons Repository

Io la televisione ho smesso di guardarla da un paio di anni, ma non mi sembra che vengano passate immagini di questo tipo: mi sembra che le emittenti italiane si limitino ad immagini di esplosioni viste da lontano, probabili veline israeliane.

Veltroni – invece di martellarsi come tafazzi – potrebbe iniziare a sbraitare che i giudici accusatori dei suoi sottoposti sono … FASCISTI! Walter, di che è tutta una montatura perchè vogliono impedire al paese di avere un’opposizione efficace. Spara – Walter – bordate contro la chiesa e dì – tu che puoi – che non hanno detto nulla contro le leggi razziali, aggiungi anche che sono dei fottuti pervertiti e che molestano i bambini. Sei già sotto il 30% – uuuuualter – più in basso di così va finire che esce dal parlamento anche il PD, prova a sparare CAZZATE come fa il berlusca, però dall’altro lato, vedrai che qualcosa raccogli (specie se nell’onda di sproloquio riesci a dire “qualcosa di sinistra” e fai contento anche Nanni).

Tanto autocritica la state facendo – uuuuuuuuuuualter – dalla bolognina e non mi sembra sia servita a molto (prodi-dalema-prodi: un’eterna ghirlanda di figuracce) prova con qualcosa di diverso (no, non youdem…). Ancora non hai capito come sono fatti gli itagliani? quanto sono fatti (di televisione) gli itaglglgiani?! Un popolo che vota CONTRO la corruzione e sceglie il PDL si merita che anche tu inizi a sorridere e fare il buffone.

In alternativa, ascolta il consiglio dei compagni de Il Giornale: lascia l’autocritica a baffino e rifugiamoci sotto un nuovo patto di Varsavia: WALTER, VOGLIO UN PIANO QUINQUENNALE ALLA STABILITA‘!

ci sono in natura determinate specie che sono particolarmente sensibili all’inquinamento dell’ambiente in cui vivono.
a causa di questa loro peculiarità, queste specie sono utilizzate dai ricercatori per determinare il livello di inquinamento in quel particolare habitat.
quindi, se in un fiume c’è la presenza di un certo pesciolino questo vorrà dire che l’acqua è sufficientemente pulita.
nell’ecologia della politica italiana – secondo me – gli studenti sono come dei pesciolini sensibili all’inquinamento della semiosfera.
per esempio mi ricordo che subito dopo che mi laurei nella mia università (siena) aumentarono le tasse del 100%, eppure non si smosse una foglia, solo qualche rauco grido di protesta.
invece adesso, que onda! eppure la gelminazione non è poi la peggiore delle picconate che l’università (e la scuola) s’è presa in questi ultimi anni. si potrebbe anche dire che in fondo è solo una questione di soldi; infatti oggi leggo che addirittura i rettori hanno fatto fronte -uuuuu- e sono pronti a dimettersi in blocco sel’infame 133 non verrà ritirata.
è troppo tempo che non si vedeva una mobilitazione così capillare sul territorio della popolazione degli studenti. antenne rizzate e le tasche piene di strategie di comunicazione.
io mi ricordo che ad un’occupazione universitaria nel remoto ’93, le comunicazioni tra le università okkupate si tenevano via fax. avete presente il fax?! noi per mandarli e riceverli usavamo un apple mac, un classic II forse, o qualcosa del genere. oggi ci sono i blog. avete presente i blog?

hips&fish.jpg

Parliamoci chiaro, il problema della spazzatura a Napoli e in Campania
non si risolverà mai, il presidente è un buffone travestito da spazzino (ormai sono completamente allineato e appiattito sulla linea politica dei compagni di famiglia cristiana).

E allora se monnezza dev’essere – amici napoletani – che sia con stile!
Fate rosicare quegli snob milanesi, sempre a correre dietro un vernissage, utilizzando i sacchetti più cool in circolazione.

Un cumulo di pattume si trasformerà in un’installazione degna della biennale (magari riuscite anche a far pagare il biglietto a qualche milanese di passaggio).

Rabbit-kun del gruppo creativo MAQ, Inc.di Tokio

Rabbit-kun Garbage Bag Art Work -- Rabbit-kun Garbage Bag Art Work --

Rabbit-kun Garbage Bag Art Work -- Rabbit-kun Garbage Bag Art Work --

Anche con altri simpatici animali: Oscar Garbage Bag Art Work --

Anche il sacchettone gigante illustrato da Lily Franky per Sesame Street fa la sua porca figura.

Oscar Garbage Bag Art Work --

Oscar Garbage Bag Art Work -- Oscar Garbage Bag Art Work --

Acquistabili su Mottainai online shop (Japanese).

[Via Pink Tentacle.]