Archivi per la categoria: plastica

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il designer sulla margherita

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quadro

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luce di legno

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pslab.net

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the wall

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ecofashiongirl

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peter

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wine bottle general contractor

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party anyone?

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mi vida en super8

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yo bro

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reflectin’ in the bathroom

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mr dj plain’ fuckin’ songs

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gosh! time to go home…

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esiste una categoria di videogiochi che flirta con il mondo delle leggi fisiche, puzzle che vanno risolti spostando oggetti, rifrangendo raggi e cose del genere, tutte piuttosto noiose dopo i primi 10 minuti.

ma se provate ad entrare nel world of goo resterete invischiati nel magma delle deliziose palline appiccicaticcie che lo popolano.

grafica da cartone animato, humor, giocabilità intuitiva, continue sorprese ed sibillini messaggi del disegnatore di cartelli creano un mix perfetto che crea immediata dipendenza.

vincitore di diversi riconoscimenti, è probabilmente uno dei migliori giochi dell’anno, pesa poco e costa pochissimo!

Opera di due ragazzi di San Francisco, 2D boy, astro nascente di un concetto di gaming lontanissimo dagli sparatutto 3D.

Per Mac, Win, Linux e Wii.

effetti collaterali della crisi, ravanare tra gli annunci. quando va bene via RSS (infinitamente comodo) quando va veramente bene, trovi delle piccole gemme che neanche Spinoza, anche se – temo, tremo – involontarie. Questo è per blogger markettaro a cui piace ciucciare:

… abbiamo bisogno di un blogger.
Una persona che ami comunicare, creare e mantenere contatti, lasciando tracce di sé in rete, in un forum, un personal space, in YouTube o in Facebook. Una persona che non può vivere senza cercare, scoprire e condividere online. Che sappia scrivere e abbia almeno un blog in cui lo fa con dedizione e passione. Un blogger che adori gli anni 80 e per il quale ciucciare il latte condensato Nestlè direttamente dal tubo sia una delle attività preferite.

anche il resto non è male (“condensare emozioni” sul latte condensato…). il progetto va on-line ad aprile.

[via lavoricreativi per colpa di nowavailable]

mimoshroom

mimoshroom

Heidi Ritsch classe ’73, di Bolzano, fa delle splendide borse utilizzando camere d’aria, cinture di sicurezza, bulloni, antenne di alluminio e altri pezzi di automobili smaltite che farebbero impazzire J.G. Ballard

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“Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un computer o negli ingranaggi di una motocicletta con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore.

Pensare altrimenti equivale a sminuire il Buddha – il che equivale a sminuire se stessi.”

eyetattooWN_450x400.jpgHai sempre sognato di avere gli occhi blue come Paul Newman senza usare le lentine? Adesso è facile come avere una sirena discinta sipinta sul bicipite. Basta una punturina (ehm, diciamo una quarantina) di colore blu misto ad antibiotico, direttamente nell’occhio. Il volontario per l’esperimento effettuato dall’azienda canadese (una volta tanto non sono stati gli ammeriCani!) ModProm si chiama Pauly, soprannominato ‘the Unstoppable”. C’è da aggiungere altro? Beh, anche se la ModProm assicura che continuerà a vederci, prima di provarci aspettate di sapere se Pauly guarisce o resta cieco. ma blue.

(Via Metro.)

Nato da una collaborazione tra il Royal College of Art di Londra e la Yamaha Music, questo polipetto di stoffa racchiude un sintetizzatore e vari effette ad attivazione oscilloscopica. I “tonitacoli” (tonetacles) – infatti – reagiscono ai movimenti e alla luce trasformando le onde fel synth nin simpatici rumorini cacofinical-sperimentali, degni della piùà avanguardista elctro music.

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L’avevo visto allo scorso Salone del Mobile milanese (insieme ad altri prototipi frutto della collaborazione tra Yamaha e varie accademie di design) ma purtroppo era prototipicamente non-funzionante. Peccato, perchè da quello che si vede in questo video suonare questo polipetto dev’essere una esperienza interessante.

Il design e la progettazione sono a merito, onore e gloria di Brit Leissler

[Octopulse]

La Cina è vicina. Mentre aspettano di capire come si fa il vino si preoccupano di studiare nuovi modi per far saltare i tappi. Metafora di un’economia che sgomita e di modelli culturali innovativi. Non ho capito benissimo come funziona questo tappo-cava-tappo (senza chiodi) ma i bozzetti sono bellissimi, come anche quelli del prototipo peugeot dello stesso autore.

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(Via ZengShuang.Design.)

Metafore di ritorno. Dopo anni passati a usufruire metaforicamente di concetti del mondo reale la Rete inizia a spingere nel mondo reale alcuni concetti propri delle sue interfacce digitali. Ad esempio, le finestre Pop-Up. Forse il web non era quello a cui pensva l’architetto olandese Hofman Dujardin quando ha progettato Bloomframe: una finestra che “pops up” e si trasforma in un balcone. Geniale.
Bloomframe

(Via Transmaterial)