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Da circa un’ora Youtube ha iniziato a servire i suoi video con un nuovo player. Addio allo storico (e odioso) grigio: la skin adesso è nera e molto elegante. La motivazione ufficiosa della scelta è che il nero si fonde meglio con il background e non distoglie l’attenzione dal video.

new youtube player

Le voci sui test condotti nei google labs avevano iniziato a circolare da giugno e alcuni utenti avevano già potuto sperimentarlo. Adesso sembra che sia arrivato il momento del rollout generale.

L’annanuncio, in pieno stile sylicon valley, arriva dalla youtuber Jenna su twitter all’una di notte in punto (ora italiana): We made some changes to the YouTube video player today. Always open to (constructive) feedback!


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L’idea era anche carina: un piccolo plugin a cui dare in pasto file PDF che vengono poi sputati in un formato impossibile da stampare. Anche l’estensione .wwf è una bella trovata e sarebbe bastata da sola a disseminare viralmente il nome della lobby associazione ambientalista.

Tecnicamente, l’applicazione verde non fa altro che sfruttare un’opzione già presente in Adobe Acrobat che permette di applicare a un file PDF alcune limitazioni, tra cui – appunto – la stampa.

Il problema è che il software del wwf non si limita solo a questo, ma inserisce in fondo al documento un bannerone in 4 lingue decisamente troppo invasivo, indice dell’ego smisurato di questi signori che sovrasta di un paio di lunghezze l’amore per il pianeta.

Per chiosare in termini ecologisti: hanno fatto un fiore e c’hanno cagato sopra.

wwfprint.png

PS: volendo infierire, la pagina di download è solo in tedesco, il bannerone in ben 4 idiomi.

Silverlight è l’ultimo ritrovato tra le tecnologie per lo streaming di contenuti video, scelta da siti importanti come la RAI.
La rete pullula di tool di download ottimizzati per i più popolari portali video, dico solo youtube, e in generale per il formato flash video (flv). Invece non si trova nulla che possa servirci a registrare su disco uno streaming silverlight. Quasi nulla. C’è un’estensione di firefox che non cito neanche visto che funziona solo con una versione molto vecchia di silverlight e non con quella più aggiornata e soprattutto più diffusa. L’unico software in gioco resta Orbit downloader, che però funziona solo su windows. Non è una novità che questi sotwarini furbetti spesso siano solo per winzoz, con grande rosicamento per gli utenti Mac. I’m a mac and I’m a PC, do you know what I mean.
In realtà, uno stream silverlight non è altro che un wmv, quindi basta il diffusissimo VLC per registrarlo su disco (vi spiego dopo come). Il primo problema è scoprire l’url del video che viene streammato. Ed è qui il problema. Con il browser non c’è verso, neanche con firefox per quanti plugin possiate installare. E allora? La killerApp in questo caso si chiama HttpScoop che non è altro che un HTTP sniffer (ma va bene anche qualsiasi altro http sniffer che riusciate a trovare, anche perchè httpscoop costa 12€).
Una volta installato questo piccolo software basta caricare la pagina con il video che volete scaricare (solo quella!) e lanciare il software. Quindi ordinate i risultati per dimensioni e vedrete che uno di loro avrà un peso nettamente maggiore degli altri e in continua crescita. Quello è il vostro url!
Copiatelo, fermate httpscoop e passate a VLC. Scegliete “Apri rete”, inserite l’url nel campo http/ftp/mms, premete ok e il vostro stream dovrebbe partire nella finestra di VLC. Ed è già un primo passo. Chiudete la finestra ma lasciate l’url nella playlist. Quindi dal menu File scegliete l’assistente di trasmissione/esportazione in modalità transcodifica, scegliete lo streaming che avete ancora in playlist, il file in cui salvare e incapsulate come ASF. Ok e il gioco è fatto. Lo streaming viene salvato su disco, i tempi play/record sono di 1:1, quindi se il video dura 5 minuti, ci vogliono 5 minuti.
Una volta che avete il vostro file ASF su disco, potrete poi transcodarlo ulteriormente come più vi piace.

wikio top blog

dev’essere perchè mi sono scordato di registrare il cambio di URL quando ho comprato il dominio. Comunque non è l’11501 che mi fa male, è il -159 😥

http://www.wikio.it/blogs/top

Riposto pari pari e aderisco al 100%

Riposto e non Rebloggo perchè qui siamo su wp e non su Tumblr anche se concettualmente avrei dovuto seguire la seconda strada, comunque:

Detesto flash. Ho anche disabilitato flash nel browser per tutti i siti, tranne youtube, vimeo e pochi altri. Spesso voglio andare su qualche sito commerciale e siccome una buona parte di quei siti sono fatti in flash, non solo i filmatini o le animazioni, ma anche tutti i menù, io non vedo nulla. Sappiano quei signori, che vendano macchine o abbigliamento, che io i loro siti non li vedo, per cui comprerò da altri. È una sorta di darwinismo assistito. Una specie di stimolo a evolvervi.

[via Phonkmeister]

Allora, l’odio e il darwinismo ipse dixit, dovrò apportare qualcosa anch’io a questo post visto che siamo su WP e non su Tumblr. Quindi, cosa manca: la birra!

Già, la birra… cosa potrei dire sulla birra?

Ecco, mi è così simpatico questo Phonkmeister che se non abitasse a Cuneo lo inviterei a bere una birra 🙂

C’erano una volta i nerd: i secchioni americani, gli sfigati smanettoni più a loro agio con i computer e la fisica che con le ragazze. L’angheria che subivano più frequentemente era la rottura degli (immancabili) occhiali da parte del bullo di turno. La montatura veniva poi diligentemente riparata con lo scotch creando l’elemento centrale dell’estetica nerd.

nerd-glasses

Oggi i Nerd hanno avuto la loro rivincita (potenza profetica del cinema), hanno fatto i soldi e si fanno chiamare Geek, un restyle radicale per un riposizionamento completo. Il geek è ormai una categoria sociologica centrale nella nostra società dell’informazione, con buona pace del metalmeccanico cipputi e della sua salopette blue – e in quanto tale commercialmente targettizzabile.

Calvin Klein USB shades

Calvin Klein USB shades

A chi altri potrebbero essere destinati questi shades Calvin Klein (fotografati sull’immancabile sfondo di un mac…) con una chiavetta USB alloggiata nella stanghetta?

E’ la re-mitizzazione del simbolo, come la cucina povera, la ribbollita da piatto contadino a star della gastronomia mondiale, simbolo della prelibatezza della cucina toscana. L’occhiale rotto, distintivo del nerd e foriero di valori anti-estetici (il nerd si contrappone valorialmente alla starlet, deficiente e fashion victim, su cui il bullo cerca di far colpo spezzando montature) è diventato l’occhiale firmato, l’oggetto-valore per i wannabe geek, perchè un vero smanettone non li metterebbe mai, i veri cool-geek portano occhiali di Gucci, con la stanghetta rotta tenuta su da nastro isolante, in colori fashion.

(e adesso via libera agli insulti *lol*)

se già apprezzate adblock, Readability vi farà piangere di gioia. un semplice bookmarklet in grado di migliorare drasticamente, in un attimo, la qualità dell’esperienza di lettura sul web. funziona così: navigando arrivate sulla pagina dove c’è un articolo che v’interessa, lo scorrete velocemente ma la concentrazione è distratta da agenti infoinquinanti: banner, cattiva formattazione tipografica, immagini attorno le quali il testo gira e rigira. pensate di potere, a questo punto, sfregare la lampada di aladino e tutto il resto scompare: restate solo voi e il vostro articolo, perfettamente chiaro e leggibile come mai avreste osato immaginare. funziona con qualsiasi sito, con qualsiasi browser e non ha bisogno di (quaisi) nessuna configurazione. è così bello, così deliziosamente agile e potente che si farà presto molti nemici. nel frattempo, godetevelo.

[via kottke]

esiste una categoria di videogiochi che flirta con il mondo delle leggi fisiche, puzzle che vanno risolti spostando oggetti, rifrangendo raggi e cose del genere, tutte piuttosto noiose dopo i primi 10 minuti.

ma se provate ad entrare nel world of goo resterete invischiati nel magma delle deliziose palline appiccicaticcie che lo popolano.

grafica da cartone animato, humor, giocabilità intuitiva, continue sorprese ed sibillini messaggi del disegnatore di cartelli creano un mix perfetto che crea immediata dipendenza.

vincitore di diversi riconoscimenti, è probabilmente uno dei migliori giochi dell’anno, pesa poco e costa pochissimo!

Opera di due ragazzi di San Francisco, 2D boy, astro nascente di un concetto di gaming lontanissimo dagli sparatutto 3D.

Per Mac, Win, Linux e Wii.

Martedì scorso, il giorno dell’insediamento di Barack-O-Bama, David Bergman non c’aveva un cazzo da fare. Quindi ha preso un supporto robotico , ci ha attaccatto la sua Canon G10 e ha scattato 220 fotografie. Poi ha fuso insieme tutti gli scatti creando un’unica foto dalle mostruose dimensioni.

Perchè?

Così che possiamo divertirci a cercare la faccia annoiata di Bill Clinton (c’è, lo so perchè l’ho vista su manteblog….)

I made a panoramic image showing the nearly two million people who watched President Obama’s inaugural address.

Dovrebbe essere svizzero, invece è olandese. Non è un formaggio ma quasi: ha i buchi ed  è il nuovo font ecologico. Dopo l’MT della FonFont (di cui già avevo parlato) ecco Ecofont, un altro carattere per salvare il pianeta (o almeno dare una mano a ridurre i consumi) che già dal nome non lascia dubbi sul suo ecotrendismo. Se MT risparmiava eliminando le vocali “inutili”, Ecofont – più democraticamente – toglie un po’ a tutti: ogni lettera è stata infatti sforacchiata con circoletti vuoti. Il risultato – secondo i sui inventori (SPRANQ) – è un risparmio delle cartucce o del toner fino al 20%.

lexiamatic inna ecofont styla

lexiamatic inna ecofont styla

Graficamente, il risultato non è proprio esaltante. Se avessi tempo e voglia di scartabellare, sono sicuro di poter trovare migliori esempi di font “sforacchiati” molto più graziosi (hahaha: il colmo per un sans-serif? essere grazioso!). Ecofont rappresenta comunque un segno dei tempi che cambiano, anzi, del tempo che cambia.

[via puntoinformatico]