e allora siccome è natale davvero pensi che ci dobbiamo volere bene per forza? soffri per la mia sofferenza, per la mia gelida indifferenza o come la bambina capricciosa che ammazza il cucciolo che le hanno regalato per natale ma poi piange perchè è DAVVERO dispiaciuta che sia morto e si aspetta che il babbo la consoli, piccina, perchè lei è tanto triste e spiacente e poi è natale. e te ne stai nel tuo tenero mondo luminoso per mesi, insensibile alla mia insensibilità finchè non lancio una pietruzza nello stagno delle tue amiche e gli anelli si propagano fino a creare uno tsunami emotivo che allora ne dobbiamo parlare ADESSO, irrimediabilmente ORA! invece a me non mi piace essere messo all’angolo specie nei pomeriggi tardo alcolici dopo una splendida giornata pranzcampestre, manco s’è natale, manco se piagni. e tu m’insegui, mi spintoni, mi urli nella faccia come se stessi scappando da una rompipalle che ho appena scaricato. invece il bello – il buffo e l’inconsueto – è che stavolta sei tu che m’hai cornuto, mazziato e sei scappata con un altro e mo fai pure tutte ste scene perchè io non ti rivolgo la parola e ci soffri perchè mi vuoi tanto bene! scusa, ma dove sei stata nell’ultimo anno?

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