Si chiama “LOVE IS LOVE FOR BEAUTY AND
TO PROCREATE AND GIVE BIRTH IN BEAUTY” l’ultima opera della scheggia impazzita, nonchè capofila, della YBA (Young British Art) Damien Hirst. Quello, per intenderci, delle mucche sezionate e squali in formalina.

Ha iniziato col teschio di diamanti “For The Love Of God”, una provocazione venduta per 73,74 milioni di euro. Adesso sembra che la carriera di gioielliere lo abbia attratto a tal punto da trascinarlo fuori dai musei per portarlo nelle gioiellerie tout-court (anche se di gran stile ma pur sempre negozi, commercio, mercificazione dell’arte).

Dal 26 a l 28 Giugno in via Torino, 22 a Milano sarà possibile ammirare – rigorosamente dalla vetrina (inviti strettamente riservati) – un bel cazzo ricoperto di diamanti.
40 barre in oro 22 carati per l’asta (scusate il pun) e 1.346 diamanti (tra cui uno rosa bello grosso) per il glande. L’intera opera misura 27,6 cm. Mica male come misura: finirà per acquistarlo la moglie di qualche sceicco come costoso artefatto per il sollazzo erotico.

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