La politica italiana è basata sul non-sense. Questo per noi italiani è chiaro, per gli stranieri meno. Gli articoli di Internazionale che leggo con maggior godimento (dopo l’incredibile oroscopo di Rob Brezsny) sono quelli in cui i giornalisti stranieri parlano delle incredibili difficlotà che incontrano a scrivere articoli sulle dinamiche vita politica del belpaese (il formaggio spalmabile).

A noi, ormai assuefatti dalla totale mancanza di senso, possono sembrare un’esagerazione. Come direbbe qualcuno, sono i soliti giornalisti stranieri, rinomati comunisti, che cercano di minare la credibilità del nostro ordinamento democratico col palese fine di favorire l’avvento della dittatura del proletariato (come se nel paese del formaggio spalmabile ce ne fosse ancora uno, di paese, di formaggio spalmabile, di proletariato).

Siamo nel torto a pensare così. Prendiamo – ad esempio – questa storia di VELTRUSCONI, l’unica nota di colore di tuta la campagna elettorale. I due candidati erano effettivamente molto simili, uno rincorreva l’altro mentre l’altro sparava bordate.

Noi ci ridiamo su, ma pensiamo a quei poveri ammericani, così ingenui, così poco smaliziati all’ironia sardonica che emerge a zampili dalla nostra disperata situazione. Ecco, loro poverini, sono andati in confusione. Eccerto, come fanno loro a confondere i loro candidati? Uno e nero e maschio, l’altra e bianca e donna: uno dovrebbe essere proprio stupido (McCain? Chi?). E invece con l’Italia hanno dei problemi. Alla boutade sul Veltrusconi loro ci hanno creduto davvero.

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[grazie per la segnalazione all’uomo con la lingua più grande del mondo, a cui lavorare fa male ma ha anche i suoi lati positivi.]