Io la televisione non la guardo. La mattina leggo il giornale e capisco perchè. Bossi minaccia la rivolta armata e suscita solo colpetti di tosse. Sopra le righe l’umbertone, dopo l’ictus non ci sta più con la testa. Intanto la lega va al 9% su scala nazionale. Matto si ma mica scemo.

Invece Marco Travaglio dice cose vere, Schifani è davvero amico dei mafiosi: nessuno lo nega! Ma tutti si lamentano che con le sue dichiarazioni – solo perchè ricorda in TV lo schifo della nostra classe politica e lo schifo di Schifani nella fattispecie (il gioco di parole è tristemente inevitabile) allora tutti gli lanciano contro indici perforanti e accusatori. Anche il PD – ormai interessato solo al fondersi nel magma veltrusconico. Il PD difende il PDL contro le accuse dei giornalisti comunisti falsi e tendenziosi.

L’unico a difendere Travaglio è Di Pietro. Di Pietro. Cioè, stiamo messi così?! Fazio si sa che da quando ha condotto sanremo ormai è più filogovernativo (a prescindere dal colore dell’esecutivo) del portavoce del Presidente de Consiglio.

Il paradosso è compiuto: chi dice corbellerie anticostituzionali è considerato un eclettico, sopra le righe ma pienamente rispettabile, votabile, e degno di considerazione istituzionale. Chi dice verità scomode, ma verità, è trattato come un sobillatore nemico della democrazia e antagonista della pacificazione nazionale. Forse Travaglio farebbe bene a minacciare di insorgere – fucili alla mano- contro Schifani e i sui amici mafiosi. Magari così qualcuno gli concederebbe più credibilità.