Ah com’era semplice quando la notte ti metteva addosso smania e dolce tristezza sapere bene a chi scrivere un sms o anche solo a chi pensare, scrivere per lei poesia quando ancora non c’erano ancora tutti questi bit nella nostra vita e lei abitava con i suoi e non la si poteva certo chiamare, far ringhiare nel cuore della notte il trillo del telefono dio tutta la famiglia. Se la vedevi tornare a casa con un altro – vi eravate lasciati – le lasciavi attaccato al portone di casa un bigliettino grondante amore e veleno che brucia come le lacrime. Adesso le donne sono ntante, troppe come i personal media e facili come l’accesso alla comunicazione, i telefoni sono personali e stanno sul comodino, led amici occhieggiano nel buio al posto che fu della sveglia ormai sussunta. Hanno suonerie disinseribili e vibrazioni discrete e sornione che non disturbano il sonno dei genitori, così come la lettura degli altri passeggeri. Quindi l’amica alla quale avrei voglia di scrivere stanotte è colei di cui non ho un contatto, un numero, un’email. Ma è desiderio effimero perchè la mancanza riguarda solo l’informazione e non un impedimento logistico reale.