sulla tv italiana si sente parlare di blog, parole escono da bocche collegate a cervelli che nulla sanno in proposito, si sente che il “blog personale” sarebbe uno strumento a scopo sessuale, il primo passo verso la prostituzione (sic!).

in america (e come odio scriverlo, però tant’è ahimè) se scrivi per un blog famoso come Gawker sei tenuto a generare “readership”, se non ci riesci ti licenziano, com’è successo a Maggie Schnayerson che ha fallito il suo goal di 670,000 pageviews.

come se un giornalista venisse redarguito perchè nessuno legge gli articoli che scrive. certo finchè il supporto resta la carta stampata nessuno può sapere quanti leggono un pezzo piuttosto che un altro. sarà per questo che la casta dei giornalisti italiani ha così paura dei blog…