il paradosso calabro

in tempo di elezioni è normale fare un post socio-politico. io sono calabrese. anche se da 13 erro per il mondo la residenza l’ho sempre lasciata giù. per votare dunque mi sono recato nella natia regione. adesso sono in treno in direzione milano, ho votato, per il momento la mia preferenza è l’unico dato certo sui risultati elettorali (provo un attimo a calcolarlo mentalmente la percentuale che rappresento, rinuncio). ancora nessuno sa chi vincerà la tornata, se passerà la nottata – come diceva Scalfari nel corsivo odierno su repubblica. la situazione è preoccupante. venerdì sera sono uscito a tastare il polso al clima pre-elettorale calabro-locale. sono li che bevo una birra con un paio di compagni di liceo, entrambi vivono e lavorano in un paesino calabria, anche se hanno studiato a roma adesso fanno parte del campione statistico di pensiero della piccola provincia. le loro idee politiche così come le intenzioni di voto sono discordanti, ma lo sono in maniera strabiliante è come giocare a parti invertite, non importa a quale gioco, come tressette a perdere. data la condizione personale di entrambi ognuno dovrebbe simpatizzare per lo schieramento opposto a quello per cui intende invece votare. il primo è un libero professionista, avvocato, ha aperto un suo studio da circa un anno, quindi è anche imprenditore. fattura circa 22000€ all’anno e pensa di migliorare. ha due case di sua proprietà sulle quali paga l’ICI. sembra un profilo molto attinente alla forma del liberalcaseggiato. per essere perfetto gli manca solo la qualità di boccalone. sarà per questo che invece vota per l’unione. e non per convenienza o per mutata bandiera: è un convinto sostenitore dell’idea socialista (no, niente craxi, socialismo reale). il secondo si è da poco laureato in economia – se l’è presa comoda – e adesso fa uno stage per una società di consulenze aziendali. non è un lavoratore precario, non è un lavoratore (nel momento in cui lo stagismo non retribuito venisse considerato lavoro, bisognerebbe retribuirlo). assunzione, prospettive, futuro: nessuna certezza. posizione contribuitiva: disastrosa. non ha proprietà immobili e non erediterà un gran fortuna. giovane, laureato, precario: ecco l’identikit che calza perfettamente nel programma dell’Unione. Eppure ha intenzione di votare per Don Coglioni (Financial Times dixit). Non proprio intenzione, magari andare in cabina, mettere la croce e poi annullare la scheda. non è convinto e anche questo lo differenzia ancora dal suo omologopposto che invece è convino e determinato a votare chiaramente.