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tra 5 ore parto per la folle avventura di Samarkand’09: 10000km lungo le piste euroasiatiche fino a Dushanbe, capitale tagika. Questo il sito del viaggio, con aggiornamenti via twitter (che speriamo non collassi di nuovo sotto i colpi di qualche DoS) e posizionamenti geografici in diretta grazie all’ottimo servizio – tutto italiano – di youposition.
Ogni volta che sarà possibile caricheremo anche video e foto.
ci vediamo a settembre.

In Italia la legiferazione prende spunto solitamente dai fatti di cronaca, vedi Eluana. Appena un grave reato assurge agli onori della cronaca, il governo si precipita a legiferare in proposito, solitamente in chiave restrittiva più che costruttiva, vedi Eluana.

Stamattina leggo questa notizia:

Polizia choc, agenti drogati in servizio

Poliziotti che vendono e consumano – anche in servizio – robuste dosi di cocaina. Il che vuol dire che in giro per le nostre strade circolano individui pericolosi, strafatti di droga che spesso si lasciano andare a comportamenti violenti.

Seguendo il metodo legiferativo classico di cui sopra, mi aspetterei che oggi il governo varasse un decreto legge urgente per imporre immediatamente il test del capello a tutti i dipendenti delle forze dell’ordine (o almeno a quelli che se ne vanno in giro con la pistola) con licenziamento immediato per tutti coloro che risultino positivi.

Ho l’impressione che questa volta i nostri saggi governanti faranno finta di nulla, forse perchè – con una certa ragione – hanno paura di rimanere senza servoprotettori.

I media mainstream non fanno che ripeterci che l’attacco israeliano nella stricia di Gaza si caratterizza soprattutto per l’impossibilità di verificare le notizie sugli scontri visto che non ci sono giornalisti sul luogo. O almeno non giornalisti occidentali.

Quello che emerge invece – giornalisticamente parlando – è la grande forza del gruppo Al Jazeera e la sua presenza consistente nei luoghi degli scontri.

Non solo nella sostanza, ma anche nei modi, questa copertura mediatica risulta atipica e destinata ad essere un punto di riferimento.

Aggiornamenti diretti in tempo reale dalla striscia di Gaza vengono forniti da corrispondenti di Al Jazeera via Twitter – canale AJGaz. Non è il primo evento che viene seguito via microblogging, però fa un certo effetto ricevere breaking news esclusive in questo modo.

E’ disponibile anche una collezione di filmati video sull’andamento della guerra e su quello che sta succedendo a Gaza, sia in versione web sia in alta qualità per uso televisivo, e gratuitamente. E anche una grande vittoria per le licenze Creative Commonsl,  grazie alle quali i footage possono essere condivisi ed utilizzati dai vari media citando semplicemente l’autore.

La pagina web dove si possono vedere e scaricare tutti i materiali video, dal primo giorno di guerra a ieri, è Al Jazeera Creative Commons Repository

Io la televisione ho smesso di guardarla da un paio di anni, ma non mi sembra che vengano passate immagini di questo tipo: mi sembra che le emittenti italiane si limitino ad immagini di esplosioni viste da lontano, probabili veline israeliane.

Veltroni – invece di martellarsi come tafazzi – potrebbe iniziare a sbraitare che i giudici accusatori dei suoi sottoposti sono … FASCISTI! Walter, di che è tutta una montatura perchè vogliono impedire al paese di avere un’opposizione efficace. Spara – Walter – bordate contro la chiesa e dì – tu che puoi – che non hanno detto nulla contro le leggi razziali, aggiungi anche che sono dei fottuti pervertiti e che molestano i bambini. Sei già sotto il 30% – uuuuualter – più in basso di così va finire che esce dal parlamento anche il PD, prova a sparare CAZZATE come fa il berlusca, però dall’altro lato, vedrai che qualcosa raccogli (specie se nell’onda di sproloquio riesci a dire “qualcosa di sinistra” e fai contento anche Nanni).

Tanto autocritica la state facendo – uuuuuuuuuuualter – dalla bolognina e non mi sembra sia servita a molto (prodi-dalema-prodi: un’eterna ghirlanda di figuracce) prova con qualcosa di diverso (no, non youdem…). Ancora non hai capito come sono fatti gli itagliani? quanto sono fatti (di televisione) gli itaglglgiani?! Un popolo che vota CONTRO la corruzione e sceglie il PDL si merita che anche tu inizi a sorridere e fare il buffone.

In alternativa, ascolta il consiglio dei compagni de Il Giornale: lascia l’autocritica a baffino e rifugiamoci sotto un nuovo patto di Varsavia: WALTER, VOGLIO UN PIANO QUINQUENNALE ALLA STABILITA‘!

ci sono in natura determinate specie che sono particolarmente sensibili all’inquinamento dell’ambiente in cui vivono.
a causa di questa loro peculiarità, queste specie sono utilizzate dai ricercatori per determinare il livello di inquinamento in quel particolare habitat.
quindi, se in un fiume c’è la presenza di un certo pesciolino questo vorrà dire che l’acqua è sufficientemente pulita.
nell’ecologia della politica italiana – secondo me – gli studenti sono come dei pesciolini sensibili all’inquinamento della semiosfera.
per esempio mi ricordo che subito dopo che mi laurei nella mia università (siena) aumentarono le tasse del 100%, eppure non si smosse una foglia, solo qualche rauco grido di protesta.
invece adesso, que onda! eppure la gelminazione non è poi la peggiore delle picconate che l’università (e la scuola) s’è presa in questi ultimi anni. si potrebbe anche dire che in fondo è solo una questione di soldi; infatti oggi leggo che addirittura i rettori hanno fatto fronte -uuuuu- e sono pronti a dimettersi in blocco sel’infame 133 non verrà ritirata.
è troppo tempo che non si vedeva una mobilitazione così capillare sul territorio della popolazione degli studenti. antenne rizzate e le tasche piene di strategie di comunicazione.
io mi ricordo che ad un’occupazione universitaria nel remoto ’93, le comunicazioni tra le università okkupate si tenevano via fax. avete presente il fax?! noi per mandarli e riceverli usavamo un apple mac, un classic II forse, o qualcosa del genere. oggi ci sono i blog. avete presente i blog?

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Questo è vero, potete osservare dalle webcam installate all’interno del largo collidatore di protoni che forse non tutto sta filando per il giusto olio.

[per l’URL delle webcam sono debitore a 7yearwinter ]

I bambini ROM residenti in Italia hanno finalmente capito che la campagna di schedatura delle impronte digitali, lanciata dal ministro maroni, è rivolta in particolar modo a garantire una maggiore sicurezza anche per loro.
Con grande senso civico e abnegazione, i piccoli ROM hanno quindi deciso di offrire il loro proattivo contributo all’iniziativa tendendo al ministro se non proprio una mano, almeno un dito!

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[thx to l'oziog8]

La puoi fumare, ma non la puoi tenere. Non la puoi coltivare. Anzi si. Anzi no. Ne puoi avere tot tat tit tut. Se te ne trovano tanta e sei un fricchettone ti portano in galera e ti ammazzano. Non la puoi fumare. Se sei malato la puoi fumare. Anzi no. Anzi si. Quante sentenze contraddittorie in materia di marijuana ha emesso negli ultimi anni la Corte di Cassazione?

Adesso l’ultima, la numero 28720 emessa dalla Sesta Sezione penale della Cassazione:
chi aderisce al rastafarianesimo può consumarne per uso personale fino a 10g al giorno perchè “la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come erba meditativa”.

Ora, capisco che le leggiitaliane nell’era Berlusconi sono ormai diventate una barzelletta, ma mi chiedo, al livello teorico di filosofia del diritto, com’è possibile che all’adepto ad una religione particolare (sprovvista tra l’altro di chiese e/o strutture organizzative quindi più identificabile come una filosofia) sia concesso di praticare atti che alle altre persone sono vietati, in quanto considerati reati?

Quindi le possibilità sono due:

  • 1. l’atto di fumare cannabis indica è ritenuto reato artifiziosamente: del resto se ai rastafariani è concesso significa che la marijuana non uccide perchè altrimenti una tale sentenza sarebbe inaccettabile. Ma allora perchè agli altri cittadini è vietato fumare marijuana mentre gli è permesso fumare tabacco (che uccide) e bere alcol (che uccide)?
  • 2. basta dichiararsi rastafariano per poter consumare fino a 10g al giorno di cannabis. Da cui deriva come corollario che domani posso inventarmi una religione che abbia come base il furto per poter rubare tranquillamente.

Inoltre, il rastafarianesimo non è l’unica religione che prescrive ai suoi adepti l’uso quotidiano e massiccio di cannabis indica per raggiungere uno “stato psicofisico inteso alla contemplazione nella preghiera”, ma anche lo Śivaismo. Questo dovrebbe far riflettere sulla reale natura della cannabis indica, sulla sua millenaria importanza storica e culturale che dovrebbe distinguerla dalle droghe sintetiche come la cocaina l’eroina e compagnia bella.

[via Repubblica.it]

PS: una nota per i giornalisti di Repubblica.it, professionisti iscritti all’albo : “fede rasta” non significa nulla. “Rasta” non significa nulla: è un’abbreviazione colloquiale, da strada, che sta per Rastafariano, cioè colui che aderisce alla religione del Rastafarianesimo, o Rastafar-I, dal nome Ras Tafarai (Ras Tafari, l’Imperatore che salì al trono d’Etiopia nel 1930 con il nome di Haile Selassie). Da quando in qua negli articoli di giornalismo si usano le abbreviazioni e/o lo slang da strada? Soprattutto per parlare di una corrente religiosa che si rifà direttamente alle 12 tribù d’Israele? In siberia a lavorare, altro che aerei gratis…

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>hehehe povero Zanna ;)

(Via Sicuro, il mondo è questo e nulla….)

La politica italiana è basata sul non-sense. Questo per noi italiani è chiaro, per gli stranieri meno. Gli articoli di Internazionale che leggo con maggior godimento (dopo l’incredibile oroscopo di Rob Brezsny) sono quelli in cui i giornalisti stranieri parlano delle incredibili difficlotà che incontrano a scrivere articoli sulle dinamiche vita politica del belpaese (il formaggio spalmabile).

A noi, ormai assuefatti dalla totale mancanza di senso, possono sembrare un’esagerazione. Come direbbe qualcuno, sono i soliti giornalisti stranieri, rinomati comunisti, che cercano di minare la credibilità del nostro ordinamento democratico col palese fine di favorire l’avvento della dittatura del proletariato (come se nel paese del formaggio spalmabile ce ne fosse ancora uno, di paese, di formaggio spalmabile, di proletariato).

Siamo nel torto a pensare così. Prendiamo – ad esempio – questa storia di VELTRUSCONI, l’unica nota di colore di tuta la campagna elettorale. I due candidati erano effettivamente molto simili, uno rincorreva l’altro mentre l’altro sparava bordate.

Noi ci ridiamo su, ma pensiamo a quei poveri ammericani, così ingenui, così poco smaliziati all’ironia sardonica che emerge a zampili dalla nostra disperata situazione. Ecco, loro poverini, sono andati in confusione. Eccerto, come fanno loro a confondere i loro candidati? Uno e nero e maschio, l’altra e bianca e donna: uno dovrebbe essere proprio stupido (McCain? Chi?). E invece con l’Italia hanno dei problemi. Alla boutade sul Veltrusconi loro ci hanno creduto davvero.

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[grazie per la segnalazione all'uomo con la lingua più grande del mondo, a cui lavorare fa male ma ha anche i suoi lati positivi.]

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